Il Futuro

Il futuro di una razza come l’American Pit Bull terrier è intimamente legato all’esaurirsi di quella campagna terroristica portata avanti negli ultimi anni in Italia e in vari paesi del mondo. Osservando quanto successo per altre razze, anch’esse demonizzate per un certo lasso di tempo, si può prevedere che in un futuro non troppo lontano cali un po’ l’attenzione sull’Apbt e si possa in questo modo far passare un messaggio di tipo diverso: il Pit Bull è un cane, forse non facilissimo da gestire, ma non meno ricco di doti rispetto a molte altre razze. Riteniamo che un aspetto importante di questa campagna di controinformazione – che poi non è altro che un tentativo di far conoscere la verità – possa essere rappresentato dall’impiego del Pit Bull nel lavoro. Vedere un cane di questo tipo eseguire alla perfezione la condotta senza guinzaglio, il salto dell’ostacolo, la scalata della palizzata od ogni altro esercizio basato sul modello dei brevetti SchH o Ipo, può contribuire a restituirgli l’immagine che gli è più propria: quello di un atleta, non necessariamente volto al combattimento con altri cani. Un altro aspetto su cui puntiamo molto è quello dell’impiego come ausiliario dell’uomo, soprattutto in un settore delicato come la Pet Therapy. Negli Stati Uniti esperimenti di questo genere sono già all’ordine del giorno e non stupisce più vedere un cane simile al fianco di un disabile fisico o al capezzale di un malato di mente. Lanciare anche in Italia l’impiego del Pit Bull per questo tipo di terapie può dunque restituire a questo cane quella benevolenza che si merita. Il futuro del Pit Bull resta comunque legato all’atteggiamento dei padroni che lo possiedono. L’esaurirsi del binomio Pit Bull = cane cattivo, che fa paura, dovrebbe tra le altre cose ridurre il numero di coloro che vedono in questo cane uno strumento per ottenere quel rispetto che altrimenti – da soli – non sarebbero in grado di ricevere. Una buona selezione delle linee di sangue, l’esclusione dalla riproduzione di quei soggetti che si sono dimostrati non equilibrati e una buona gestione da parte dei padroni rappresentano dunque i fattori imprescindibili per avere in futuro delle nuove generazioni di cani in grado di conquistarsi quelle simpatie che meritano. Un ultimo contributo potrà poi essere dato dalla stampa specializzata, l’unica che dovrebbe avere l’autorevolezza necessaria per parlare di “cose canine”. Negli ultimi tempi qualche articolo “veritiero” è già stato scritto ma continuano anche in questo settore le menzogne.