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Aprile 2005 Da: Ti presento il cane
Speciale Pit bull - La storia
Traduzioni e arrangiamenti:
Roberto Dal Molin e Abramo Calini

"Old- Time Bull & Terrier"
Contrariamente a quanto viene ostinatamente pubblicizzato dai Mass Media, l'American Pit Bull Terrier non è un cane "nato in laboratorio"; anzi, come visto dagli articoli precedenti, aveva già un Club di razza alla fine del 1800.
Nell'articolo di questo numero incominceremo a descrivere le origini e i cani che hanno permesso la creazione di ciò che oggi viene chiamato American Pit Bull Terrier.
La razza affonda le sue origini in tempi remoti, a sostegno di ciò alleghiamo al presente articolo la testimonianza scritta di una compravendita di un esemplare di Bull & Terrier da una lettera del 23 luglio 1839. Questa lettera è conservata presso il Pit Bull Museum di Marano Ticino (NO).

Bangor 23 luglio 1839

Sig. Cate Egregio Signore/Si ricorderà dell'ultimo colloquio avuto con lei lo conversazione riguardava principalmente i cani lei poi mi ha chiesto se talvolta avessi visto un cane che pensavo fosse buono da comprare per lei lo scorsa settimana ho incontrato un signore che voleva vendere il cane che accompagna questa lettera & essendomi assicurato che fosse un buon animale l'ho comprato per lei è stato allevato in Inghilterra di razza Bull & Terrier è un buon cane da guardia & uno che non giocherà con i bambini è un tipo di cane game non stia in apprensione per qualsiasi cane a Costine che lo possa castigare possono ucciderlo ma non batterIo è stato portato in Canada dalle truppe inglesi & da questa parte da un disertore gli ho dato nove scellini per lui voglia cone segnare questa somma al portatore della presente Distinti saluti RT Jackson

Come evidenziato nella lettera il cane proveniva dall'Inghilterra, terra d'origine di questa razza.
Per essere più esatti, i ceppi di American Pit Bull Terrier si svilupparono nel Regno Unito e in Irlanda e più esattamente in 3 ceppi ben distinti, Irlandese, Inglese e il ceppo Scozzese che sicuramente è il meno importante e puro.
Le linee di sangue più pregiate che hanno fatto da capostipite alla razza American Pit Bull Terrier sono nate in Irlanda, ed è proprio del ceppo irlandese che parleremo in questo capitolo.
In Irlanda, verso la metà del 1700, i tempi erano veramente duri, soprattutto per i contadini ai quali era severamente vietato, per decreto nobiliare, detenere cani da caccia.
Infatti solo ai nobili e ai proprietari terrieri era concesso questo sport: detenere un cane da caccia era una prova implicita di praticarlo.
L'antico bulldog dai nobili era considerato a tutti gli effetti un cane da caccia, per la sua abilità sui cinghiali e altri animali selvatici.
Non dobbiamo considerare il bulldog come lo vediamo oggi, che è solo un cane da show: l'antico bulldog, più che una razza selezionata, era una "tipologia" di cane con testa meno possente e più alto sugli arti (vedi foto).
Comunque ai contadini era consentito tenere cani di piccola taglia che venivano usati per reprimere animali nocivi come topi, talpe, tassi e volpi.
Questi cani erano chiamati terrier.
Gli stessi contadini talvolta incrociavano bulldog con terrier in modo da avere un cane più potente e allo stesso tempo agile ma sempre "camuffato" da cane "non da caccia".
Anche per questo i Pit Bull irlandesi sono sempre rimasti di taglia più piccola rispetto agli altri. Mentre i nobili utilizzavano la caccia come passatempo e divertimento, i contadini avevano come forma d'intrattenimento i combattimenti con i Bull & Terrier contro altri tipi di animale.
Nacquero così il badger-biting (contro il tasso) e il rat-killing (contro i ratti), sport molto diffuso all'epoca.
Consisteva nel mettere molti ratti in un recinto (pit); vinceva il cane che riusciva ad abbatterne il numero maggior in meno tempo.
Da tener presente che i ratti erano una vera e propria piaga in quanto danneggiavano seriamente quelle poche derrate alimentari di cui disponevano le famiglie.
Questi "sport", oltre alla funzione d'intrattenimento, avevano anche come compito la selezione fisica e psichica, cioè l'attitudine, dei migliori esemplari di Bull & Terrier. Presto i cani che vincevano in queste forme d'intrattenimento vennero fatti combattere tra loro. Questo sport si diffuse sempre più tra le classi sociali più povere, il cui duro stile di vita si rifletteva sul tipo di divertimento.
Molto probabilmente l'oppressione e il duro lavoro diventavano più sopportabili quando si sapeva di avere in casa un cane che poteva battere qualunque cane della contea.
Il fascino di un cane da combattimento può essere quasi patologico per la sua intensità, ma sicuramente all'epoca era un buon rimedio per le ferite e le indegnità sofferte da una classe sociale povera.
Ovviamente non mancavano anche estimatori nelle classi sociali più abbienti.
Nel Regno Unito la distinzione fra classi sociali è sempre stata più marcata che nel resto d'Europa: poter battere col proprio Bull & Terrier una persona di più alto rango seguiva una sorta di "legge di compensazione" morale.
In tutta l'Irlanda i nomi dei campioni di dog fighting erano conosciuti né più né meno dei calciatori del giorno d'oggi; per rendere l'idea citiamo testualmente un vecchio racconto dell'epoca. Si narra che un commesso viaggiatore, arrivando nella cittadina di Connemara, trovò il paese quasi deserto. Incontrando il curato, che passava di lì frettolosamente, lo fermò e gli chiese perché non c'erano abitanti in giro per il paese.
Il prete, come se fosse cosa owia, gli rispose ad alta voce "Old Salt, Old Salt !".
Attonito, il viaggiatore chiese quale significato avessero quelle parole così concitatamente esclamate.
Altrettanto stupito del fatto che questa persona non sapesse di cosa stesse parlando, il prete rispose che si trattava di un famosissimo cane: tutti gli abitanti del paese erano andati a vederlo combattere.
Il ceppo più famoso di cani in Irlanda era originario delle contee di Cork e Kerry e veniva chiamato Old Family, la famiglia da cui derivò poi la famosa Old Family Red Nose. A dispetto di quanto scritto, questa linea di sangue aveva parecchi cani il cui naso non era per niente di quel colore.
Vi erano poi anche altre linee ben conosciute col nome di Murphy, Waterford, Kilkinney e Galt, le quali derivavano dalla Old Family ma si erano sviluppate indipendentemente.
Va sottolineato, inoltre, che la Old Family irlandese era una famiglia distinta di cani, ma ve ne erano altre altrettanto pure, tra cui quelle inglesi di cui parleremo nel prossimo articolo.
Questi cani giunsero in America a causa della grande carestia delle patate del 1845, che aveva ridotto la popolazione irlandese alla fame. Quasi due milioni di persone furono costrette negli anni successivi ad abbandonare l'amata terra natìa per raggiungere il nuovo mondo, l'America: alcuni portarono con loro i propri Pit Bull Terrier.
Gli immigrati irlandesi si stabilirono principalmente in due aree geografiche ben distinte. Uno di questi gruppi si fermò a Nuova York, l'altro arrivò nel porto di Boston. La popolazione di questa razza venne alimentata con le successive ondate migratorie e comunque i contatti con la terra d'origine vennero sempre mantenuti. Il primo cane irlandese sbarcò intorno al 1850 e lo scambio continuò fino agli anni 1920, quando ormai la Old Family americana si era consolidata anche grazie all'apporto di soggetti inglesi, che saranno tema del nostro prossimo articolo.

Documentazioni storiche tratte da:

"History of the Pit buI! Terrier" di Wayne D. Brown

"The World of the American Pit Bull Terrier" di Richard F. Stratton

"Fighting Dog Breeds" di Or. Dieter Fleig

"The Staffordshire BuI! Terrier in History and Sport" di Mike Homan

Per gentile concessione del Pit Bull Museum.
 


PIT BULL DI OGGI - L'ATTIVITA' DEL WORKING PIT BULL CLUB
Abramo Calini

Il Working Pit Bull Club Italia è nato nel 1999 con lo scopo di tutelare e promuovere l'American Pit Bull Terrier sia in campo sportivo che per quanto riguarda l'utilizzo per scopi socialmente utili.
Nel numero precedente abbiamo visto l'utilizzo dell' American Pit Bull Terrier come cane visitatore al carcere minorile Beccaria di Milano; ma questa è solo una delle applicazioni che il Club si prefigge per questa razza.
Un altro indirizzo socialmente utile è l'educazione e addestramento del nostro beniamino.
A non pochi proprietari di American Pit Bull Terrier è stata limitata, e a volte negata, la possibilità di educare ed addestrare il proprio cane in quelli che vengono chiamati comunemente "campi di lavoro" o "campi di addestramento".
Questo perché, purtroppo, l'American Pit Bull Terrier attira anche una miriade di imbecilli (i famosi "truzzi di qualità superiore"), molto inclini a seguire la pubblicità negativa del momento.
Un tempo erano affascinati dalla pessima - e infondata - pubblicità sul Dobermann, successivamente da quella sul Rottweiler; oggi tocca ali' American Pit Bull Terrier.
L'ingresso in campo di un simil-Pit Bull ringhiante e sbavante, con collare borchiato e condotto dal truzzo di turno, non può che inibire l'addestrato re, che cercherà di tenerlo lontano dalle sue lezioni.
Fortuna vuole che non tutti siano così; in questi campi si presentano anche persone meno invasate, che hanno solo intenzione di educare e addestrare il proprio cane. Purtroppo, molto spesso, il proprietario (serio e responsabile) del nostro beniamino, proponendosi a un istruttore, si sente trattato come cinofilo di serie B, se non peggio.
Il perché di questo atteggiamento ha varie spiegazioni, ma la più comune è sicuramente l'ignoranza che i mass media hanno sapientemente alimentato.
Parecchi istruttori giustificano il loro comportamento con frasi del tipo: "...fare entrare un cane come il suo mi farebbe perdere clientela!", oppure: "personalmente, non ce l'ho con lei né con il suo Pit Bull, MA..:'.
Alcuni aggiungono "...allimite posso darle delle lezioni private"; ovviamente con costi diversi, ma soprattutto con scarse possibilità di socializzazione per il cane.
Altri ancora non pongono vincoli all'ingresso del cane in addestramento, anzi ne gioiscono, ma solo perché prendono l'addestramento dell'American Pit Bull Terrier come una sfida personale, da portare come una medaglia sul petto (per la serie: "io addestro anche i leoni"!).
Il peggio che ti possa capitare, infine (e parlo per esperienza personale) è l'addestratore-allevatore di un'altra razza.
Se un American Pit Bull Terrier, per vari motivi, non lavora bene, ci sentiamo dire il classico: "poverino, non è colpa sua... non ha selezione!"; ma ci può andare persino peggio se il cane lavora bene!
Spesso, infatti, l'addestratore-allevatore addestra i cani dei propri clienti, a cui ha venduto dei cuccioli del suo allevamento; cani che a suo dire sono superselezionati (con relativo e...superselezionato prezzo).
Quindi non è disposto ad ammettere che un Pit bull, che lui considera poco più di un meticcio, possa lavorare di gran lunga meglio dei suoi "supercani".
Come tutti sanno l'addestratore è un uomo di mestiere, "un professionista" che con semplici trucchi ti può, come si suoi dire in gergo, "chiudere" il cane.
A volte lo fa voluta mente; altre volte per pura e semplice incapacità, dovuta in parte alla scarsa conoscenza della razza (ma se si continuano a guardare con tanto sospetto gli American Pit bull terrier, come si farà ad approfondirne la conoscenza?).
Sta di fatto che, per un motivo o per l'altro, il proprietario di un Pit bull che intende educare ed addestrare il proprio cane deve sperare di incappare in una delle poche "perle rare"; owero in un istruttore realmente cinofilo che lavora con i cani e per i cani senza alcun tipo di pregiudizio nei riguardi delle diverse razze; semmai ne ha verso i proprietari... ma qui gli diamo pienamente ragione!
La "perla rara" accetta qualsiasi tipo di cane nel suo campo, a patto che il proprietario voglia seguire seriamente le lezioni; e in questo modo, anche quando non conosceva a fondo la razza, scopre di non avere a che fare con una belva, ma con un cane.
Anzi, con un cane che presenta una grande attitudine al lavoro!
Così molti conduttori e proprietari, ma anche molti istruttori di American Pit Bull Terrier si appassionano seriamente all'addestramento del proprio cane... e qui nasce un altro problema.
Addestratori e proprietari, infatti, vorrebbero andare avanti e incrementare le abilità del cane attraverso il raggiungimento di vari brevetti di lavoro... ma entrambi si trovano nell'impossibilità di proseguire con un cane registrato come American Pit Bull Terrier, e quindi non riconosciuto da ENCI ed FCI.
Solo le razze riconosciute possono accedere ai brevetti: no pedigree? No carriera sportiva! Neppure se il cane ha dimostrato doti eccezionali.
A questo punto la proposta più comune è quella di far passare il cane come American Staffordshire Terrier, cercando di procurarsi un pedigree "tarocco" (orrore!!!).
Se non si vuole ricorrere a questi mezzucci scorrettissimi, ci si trova di fronte a un vicolo cieco: un buon addestratore, giustamente, non può investire il proprio tempo preparando un cane per brevetti IPO...a cui non potrà mai accedere, quindi preferisce concentrarsi sulle razze riconosciute ENCI, in modo da poter gratificare il proprio impegno con risultati "ufficiali", campionati e così via.
E il proprietario/conduttore di American Pit Bull Terrier, che può fare?
Può continuare a lavorare con il suo cane per pura passione e/o divertimento: ma alla fine, trovandosi sempre nei panni della Cenerentola che vede cani assai meno dotati partire per il ballo dei brevetti, mentre lui deve restare a casa... finisce per demotivarsi. Magari ha un ottimo rapporto con il suo cane, ha per le mani un soggetto di alta qualità: ma è ugualmente costretto a desistere.
Il Working Pit Bull Club è nato anche per superare questo scoglio; infatti intende riunire tutti gli amanti dell'American Pit Bull Terrier (al di là degli standard U.K.C. o A.D.B.A) organizzando per loro prove di lavoro e brevetti, chiamati WAP (Working Aptitude Patent).
Non è molto complicato; basta continuare il lavoro di chi ha operato prima di noi. Gli esempi, inequivocabili, non mancano.
Non esiste razza di cani sulla faccia della terra che abbia avuto più alte onorificenze, che abbia sostenuto il più alto numero di brevetti in contemporanea e che quindi abbia dimostrato di essere un cane altrettanto versatile.
In Italia i soli brevetti che si possono ottenere senza essere vincolati dal pedigree E.N.C.I. - e quindi rivolti a tutti i cani, anche ai meticci - sono quelli di Protezione Civile ed Agility; settori in cui l'American Pit Bull Terrier si è sempre distinto. Il Working Pit Bull Club Italia stimola e gratifica (anche con rimborsi in denaro) i soci del Club, che con i loro cani ottengono brevetti di Protezione Civile nelle varie specialità: ricerca in superficie, ricerca su macerie, salvataggio in acqua.
Oltre ad occuparsi di brevetti e prove di lavoro il WPBC Italia si occupa anche di iscrivere ai propri data base, come capostipiti, gli American Pit Bull Terrier privi di pedigrée (americano) che risultano idonei: ma di questo (ed altro) parleremo più approfonditamente nel prossimo articolo.

Per informazioni e iscrizioni:

WORKING PIT BULL CLUB ITALIA

Via dei Boschi - 28040 Marano Ticino (NO)
Tel. 0321 - 923247 Fax 0321 - 923211

E-mail: info@workingpitbullclub.org
 
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