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Luglio 2005 Da: Ti presento il cane
Speciale Pit bull - The old family
Traduzioni e arrangiamenti:
Roberto Dal Molin e Abramo Calini

Quello della "Old Family" è stato sicuramente uno dei capitoli più soggetti a contraddizioni e leggende nella storia dell'American Pit Bull Terrier. Vediamo di fare chiarezza.
Dalla documentazione storica si sa con certezza che alcuni esemplari di bull & terrier erano già presenti in America prima della guerra di secessione; ma fu con la grande immigrazione dall'Irlanda del 1845 (e anni successivi) che la maggior parte degli Irlandesi portò con sè i propri soggetti bull & terrier.
Oltre agli Irlandesi anche altri abitanti del Regno Unito sbarcarono in America e anch'essi portarono i loro cani al seguito.
Tra gli abitanti del Regno Unito la popolazione che maggiormente contribuì ad infoltire il numero di soggetti bull & terrier fu quella dei Gallesi.
Il Pit dog irlandese ha la stessa ascendenza genealogica di quello inglese, gallese e scozzese; erano tutti selezionati da una lunga linea di cani bull & terrier vittoriosi e/o con profonda gameness.
La maggior parte dei pit dog importati dall'Irlanda vennero dal ceppo chiamato dagli Irlandesi "Old Family".
Ci furono importazioni da altri ceppi o rami indigeni strettamente imparentati con la principale famiglia "Old Family", come i ceppi 'Murphy' e 'Waterford'; questi partivano dalla stessa base genetica, ma furono sviluppati indipendentemente e considerati linee distinte.
I ceppi imparentati furono utilizzati come outcross per il ceppo principale "Old Family" qualora fosse stato necessario rinfrescarne il sangue.
La maggior parte di cani irlandesi importati aveva il pelo di colore striato o buckskin (pelle di daino) ma esistevano anche cani della "0ld Family" di colore nero, bianco, black & tan (nero e marrone) e fulvo.
Solo nel ventesimo secolo il colore fulvo e il naso rosso furono impropriamente associati al ceppo "01d Family": in realtà sembra che queste caratteristiche siano emerse a causa di una consanguineità troppo protratta nel tempo e nel corso delle generazioni.
I primi "0ld Family" red nose, come vennero chiamati in America, provennero dal ceppo di Lightner.
I pit dog importati dall'Irlanda non appartenevano tutti alla "0ld Family" o sue ramificazioni: alcuni erano inglesi o scozzesi; per complicare ancor più le ricerche, successe che alcuni importanti cani irlandesi sbarcarono da navi provenienti dall'lnghilterra...e non solo: anche lo stesso soggetto, passando di mano in mano, poteva cambiare di nome.
I documenti sopravvissuti fino ad oggi non sono completi.
Di molti cani (per esempio Imported Roger o Evan's Bitch) si conosce soltanto il nome, senza avere la possibilità di determinarne l'ascendenza o il paese d'origine: tuttavia le informazioni disponibili sono sufficienti a stabilire con certezza che la "01d Family" americana era basata su ceppi di "0ld Family" irlandese importati, anche se è possibile l'inclusione di comprovati riproduttori inglesi e scozzesi. La tradizione di tenere segreti i pedigree continuò a lungo (da metà del 1800 fino al 1920): infatti la cultura isolana del popolo irlandese non vedeva di buon occhio un'ingerenza genetica da parte di altri soggetti, in particolar modo di quelli inglesi.
Fu grazie a James Boutelle di Boston e a G.J. Bourgeois di Opelousas, Louisiana, che si è potuta compilare la maggior parte di pedigree "0ld Family".
Mentre la vecchia e consolidata tradizione delle popolazioni più povere provenienti delle grandi isole britanniche non permetteva molta apertura a nuovi modelli ed esperienze, in America fu possibile adottare un approccio più liberale e manageriale alla selezione, pur riconoscendo il valore della tradizione che ha consentito il mantenimento inalterato delle qualità intrinseche della razza.
Un personaggio di spicco che contribuì a mantenere la selezione e la documentazione particolareggiata fu John Pritchard Colby di Newburyport, cittadina di mare nell'area di Boston.
La famiglia di Colby, contrariamente a ciò che molti scrivono, era di origine gallese;
però Colby apprezzava e selezionava soprattutto cani importati dall'Irlanda, il che ha dato adito a molti equivoci sulla sua nazionalità.
I pit dog irlandesi furono importati e allevati nel nordest degli Stati Uniti, specialmente nell'area di Boston, in cui risiedeva la maggior parte degli immigrati irlandesi di prima e seconda generazione.
L'area di Boston divenne famosa per essere la fonte primaria dell' "American Old Family".
I cani irlandesi furono considerati da molti più game di quelli inglesi o di quelli allevati in America; in realtà i ceppi "Old Family" americani sono stati formati partendo principalmente dai cani più forti importati dall'Irlanda.
Come detto precedentemente, la maggior parte dei ceppi americani di "Old Family" conteneva sangue aggiunto da altri ceppi imparentati (e in parte anche da quelli inglesi): tuttavia questo sangue esterno al ceppo veniva da ottimi riproduttori, utilizzati come outcross selettivo.
Dopo aver crossato la linea di sangue i soggetti migliori venivano poi selezionati nuovamente in consanguineità per tornare alla parte "Old Family" della loro ascendenza: da qui il famoso detto "Keep the family together" (''Tieni unita la famiglia").
Uno dei più famosi importatori inglesi della razza fu Charlie Lloyd, detto anche Cockney Charley, che importò due ottimi cani: Pilot e Paddy.
Il primo era un ottimo lottatore, mentre paddy era un cane dalla smisurata gameness Pilot era stato allevato da John Golden, che abitava a Walsall, Inghilterra.
Il padre di Pilot era Small's Billy, che proveniva da una lunga schiera di cani game.
Pilot era bianco pezzato e il suo peso era di circa 27 libbre (poco più di 12 kg);
diede un grosso contributo alla linea Colby, essendo padre del famoso Colby's Pincher. Pilot vinse parecchi incontri di cui uno memorabile contro un cane di nome Crib di Louis Krieger di Louisville per una somma di $1000 a testa, cifra davvero considerevole per l'epoca.
Questa sfida attirò molta attenzione perché fu pubblicizzata dalla Police Gazette, una rivista molto letta a quei tempi.
I ceppi venivano formati e mantenuti con inbreeding e line-breeding di un soggetto o di un gruppo di buoni riproduttori. Dunable's Pat (1918) Colby's "Twister"
La "Old Family" americana era basata su due ceppi sviluppati da due ottimi riproduttori: Gas House Dog (conosciuto anche come MacDonald's Grip) e Bob The Fool (conosciuto anche come Galligan's Bob o McGough's Bob).
Furono questi due cani (e i ceppi da essi derivati), combinati con vari riproduttori irlandesi importati, che hanno formato le fondamenta delle "Old Family" americane.
Alcuni dei primi utilizzatori e selezionatori/allevatori dei ceppi americani di "Old Family" furono Burke, Boutelle, Delaney, Donovan, Noonan, Corcoran, Shipley, Dunable, Semmes, Colby, Lightner, Wallace, Clark, Armitage, Ferguson, Harvey, Hemphill, Maguire, McClintock, McKenzie, Owens, Redican, Roper, Searcy, Trice, Tudor e Williams.

In questa puntata e nella prossima esamineremo i più importanti ceppi americani di "Old Family", con i soggetti più rappresentativi (sia importati che selezionati in America) e i relativi allevatori/selezionatori.
Semmes e Big Jack

McDonald's Grip (meglio conosciuto come Gas House Dog), cane striato e con chiazze bianche sul muso e collo, petto e zampe bianche, con peso forma intorno alle 29 libbre (circa 13 kg). nacque nei primi anni '70 e morì intorno al 1882.
Il ceppo "Old Family Gas House" comprende le linee di 'Burke', 'McDonald', 'Nagel' e 'McCarthy'.
La madre di Grip, Sweeny's Fly conosciuta anche come The Gas House Bitch, fu anch'essa un elemento fondamentale.
Sweeney's Fly era nata da una fattrice bianca di ascendenza sconosciuta, ma considerando che era stata rubata a una famiglia di immigrati irlandesi in un deposito di Boston da qualche dogman del posto, si presume che fosse di origine irlandese.
Fly fu anche la madre di altri soggetti che hanno contribuito significativamente al gruppo genetico della "Old Family".
Quando fu accoppiata a Galvin's Old Prince produsse il famoso Thornton's Pete.
Harry Jennings, il selezionatore di Thornton's Pete e importatore di alcuni cani irlandesi, creò la linea di Bob The Fool e di molti altri cani famosi.
Quando gli fu chiesto quale cane considerasse il più game rispose: "Galvin's Prince, se non si considera suo figlio Pete".
Un altro cane irlandese importato che apportò un grande contributo al ceppo "Old Family" americano fu Rafferty.
Il vecchio Pullis di Hoboken, New Jersey, importò un gruppo di cani irlandesi e inglesi da Liverpool, Inghilterra: in quel gruppo c'erano Rafferty e Irish John.
Rafferty fu reputato il miglior 14 libbre (circa 6,3 kg) in Europa e il solo motivo per il quale fu incluso nel gruppo fu che nel vecchio continente non aveva più rivali.
Il valore di quel gruppo di cinque cani fu fissato a 100 sterline, circa $500 statunitensi.
Prima che il vecchio Pullis pagasse i cani, fu accordato che Rafferty sostenesse prima un match; nel caso fosse stato rimandato in Inghilterra, l'intera somma non sarebbe stata più dovuta.
Nel frattempo, però, Jack Burke lo aveva acquistato e non intendeva separarsene.
Quando Sweeny's Fly fu accoppiata a Rafferty produsse Quinn's Tony, 23 libbre (quasi 10,5 kg) e Harrington's Dick, cane di 19 libbre (poco più di 8,5 kg) di prima classe.
Un'altra importante figlia di Rafferty con Fly fu Minnie, nonna di Burke's Charcoal.
Quando Fly fu accoppiata in consanguineità con il figlio Crip produsse Whalen Bitch, che fu a sua volta accoppiata con Quigg's Boxer (doppio Bob The Fool) per produrre Nagel's Skip.
L'ultimo accoppiamento di Fly fu con Burke's Tanner, un figlio di Bob The Fool.
Solo un cucciolo sopravvisse da quella cucciolata: una femmina talvolta denominata Burke's Jumbo e altre volte Calvin's Jumbo.
Jumbo fu accoppiata solo una volta, con Woburn's (McCarthy's) Buckey, fratello di cucciolata di Bob The Fool.
La cucciolata produsse due cani importanti, Calvin's Pup e Calvin's Young Prince. Pup fu importante per molti ceppi americani. Fu padre di Colby's Jennie (madre di Colby's Tige), Calvin's Bucky e Farmer's Bucky.
Il fratello di Pup, Young prince, fu padre di Farmer's Turk.
Galvin's Pup fu rubato e per un caso fortunato venne ritrovato.
Nel 1890 John Galvin, che viveva nella periferia di Boston, chiamò Dublin e andò a Chicago con un certo numero di cani della "Old Family" americana, compreso Pup ed il fratello Young Prince, per incontrare gli sportsmen di Chicago.
L'intero gruppo era della "Old Family" di Burke, loro selezionatore.
Qualcuno del gruppo di Chicago approfittò di una sua temporanea assenza per rubare l'intero lotto di cani: ma con l'aiuto di qualche dogman di Chicago Galvin riuscì a riportare a casa alcuni cani, compreso Pupo Il padre di Grip, conosciuto come Imported Middletown Dog, diede il suo contributo alla "Old Family" americana con i suoi discendenti.
Fu padre di Burke's Sally quando fu accoppiato a Mendenhall Bitch.
Sally fu accoppiata a Lloyd's paddy e produsse Boak's Randall, il quale a sua volta fu accoppiato con una figlia di Gas House Dog, Clinch's Mollie, e produsse McCart's Rose e Collin's Tug. Quando McCart's Rose fu accoppiata al consanguineo cane Gas House di nome Stamp's Tony produsse Ferry's Jack.
Ferry's Jack fu accoppiato a Rogan's Mollie, figlia di McCart's Brat (sorella di cucciolata di Burke's Sally) e Stamp's Bucky (da non confondere con Clinch's Mollie): nacque così McCart's Old Sandy, un altro cane che influenzò la "Old Family" americana.

Attualità

Il sogno è diventato realtà.
Il 28 maggio 2005, nel comune di Imola, si è tenuto il sesto ciclo del progetto ambientale Cane Buon Cittadino®, con l'esame finale di due unità cinofile che si è concluso con la promozione a pieni voti e l'attribuzione dei primi due patentini di "Cane buon cittadino".
Il progetto Cane Buon Cittadino, di cui abbiamo già ampiamente parlato su queste pagine, è stato ideato tre anni fa da Maurizio Ciccanti, agente della Polizia Cinofila di Bologna, con l'intento di migliorare e responsabilizzare il rapporto proprietario-cane.
Ciccanti, per il ruolo che ricopre nella Cinofila, è stato spesso chiamato ad intervenire nei casi di morsicatura avvenuti in ambiente cittadino e da qui ha maturato un' esperienza specifica che ha voluto mettere a frutto nell'interesse sia del cane che del comune cittadino.
Oltre all'ideatore, Maurizio Ciccanti, si sono fatti promotori sin dalla prima ora Pietro Margherita (allevatore di Rottweiler), Davide Gasperini (allevatore di Fila Brasilero e segretario nazionale del C.I.M. - Club Italiano Molossi) e Abramo Calini (Presidente del Working Pit Bull Club Italia).

* In piedi da sx: Stefano Landini delle Guardie Zoofile di Bologna, una guardia zoo fila E.N.P.A., Claudio Busi dell'Associazione Cerchio Verde onlus, lo cino fila Cristina De Eccher con lo Rottweiler "Sofia'; l'Ispettore Massimo Gaiani della Polizia Municipale di Imola, Fiero Castellina della Polizia Provinciale di Bologna. Dietro: Maurizio Ciccanti.
Accosciata: lo cinofila Morico Falconi con lo dobermann "Emi'

Il progetto è stato poi "adottato" dall'associazione "Dalla parte del cane Onlus" che ne sta curando la diffusione a livello nazionale.
Dopo l'attribuzione dei primi patentini ufficiali a Imola il "Cane buon cittadino" inizierà il proprio percorso a Bologna; nel frattempo si stanno preparando nuovi campi e formando nuovi istruttori per rendere operativa in tutta Italia quella che riteniamo essere l'unica, vera risposta SERIA non solo al problema dei "Cani pericolosi" , ma anche alle carenze di cultura cinofila e alla scarsa educazione civica dei proprietari italiani di cani.
Il progetto si articola su quattro livelli differenziati in cui gli obiettivi da raggiungere nella conduzione del cane prevedono gradi di difficoltà sempre maggiori nella conduzione del cane, fino a raggiungere un controllo ottimale del soggetto che potrà renderlo adatto e ben integrato all'ambito urbano.
Le prove a cui viene sottoposto il binomio proprietario-cane si sviluppano nell'ottica di accrescere l'affiatamento del rapporto tra i due, partendo innanzitutto dalla formazione del proprietario, che viene avvicinato alle basi dell'etologia e della psicologia canina, passando poi alle basi dell' addestramento e arrivando infine alla completa affidabilità del soggetto in aree di grande attività umana (vedi mercati rionali, centri commerciali, strade dal vario livello di percorrenza, ecc.).
Particolare attenzione viene posta all'educazione di base dei cuccioli, con un quinto corso facoltativo, ma importantissimo: il "corso cuccioli", appunto, per soggetti inferiori ai 18 mesi di età.
Il progetto "Cane buon cittadino", l'addestramento e le prove a cui sono sottoposti i partecipanti non si limitano a focalizzare l'attenzione sulle qualità del cane come compagno dell'uomo, ma vogliono altresì responsabilizzare il proprietario nel rapporto e nella gestione del proprio soggetto: ai proprietari viene quindi richiesto (pena l'espulsione dal corso!) di essere assolutamente ligi alle leggi vigenti, di pulire regolarmente le deiezioni dei propri cani, di avere tutti cani regolarmente iscritti all'anagrafe canina e così via.
E' importante capire che NON si tratta assolutamente di "corsi di addestramento" di tipo tradizionale, con finalità soprattutto sportive, ma di un vero percorso formativo che porta i proprietari di cani a una conduzione responsabile e perfettamente controllata, lavorando sempre attraverso il gioco ed evitando ogni forma di coercizione e violenza.
*Un momento dell'esame di Marica Falconi con Emi: l'attraversamento stradale. " cane indossa lo museruola in osservanza della legge nazionale che lo prevede qualora il cane non sia tenuto al guinzaglio.
Seguono la prova Piero Castellina (Polizia Provinciale di Bologna) e Maurizio Ciccanti della Commissione Cane Buon Cittadino.
*Un passante di colore approccio lo Rottweiler " Sofia" nella sua prova dell'esame finale Cane Buon Cittadino, all'entrata di un centro commerciale dove Sofia resta in attesa della sua conduttrice.
Dei molti binomi che hanno iniziato il percorso di "Cane buon cittadino", solo due sono arrivati fino al patenti no, a dimostrazione delle difficoltà oggettive che si incontrano quando ci si avvicina al progetto con cani già adulti e magari con problemi di carattere: è significativo, però, che siano stati proprio due cani "difficili" (la rottweiler aveva problemi di socializzazione con gli altri cani, la dobermann era inavvicinabile anche dagli umani!) ad arrivare in fondo, perché le conduttrici si sono rese perfettamente conto di quanto stava cambiando la qualità della loro vita man mano che riuscivano a risolvere i problemi dei loro cani. Questa, però, è solo una parte della vera forza del progetto, che oggi vede avvicinarsi molte più persone con cani giovani (e addirittura cuccioli); queste persone hanno di fronte una strada assai più comoda di coloro che li hanno preceduti, perché sono state impostate nel modo giusto fin dal primo approccio con il cane. Per questo gli esami di terzo livello (che si sono svolti nella stessa giornata) hanno visto un nutrito stuolo di partecipanti che prossimamente arriveranno anche loro al "patenti no", ma con molto meno fatica di quanta ne abbiano dovuta fare le prime due "pioniere".
Lo scopo è quello di avere quanto prima corsi sempre più ricchi di cuccioli, cosicché - come già avviene in molte altre nazioni - il percorso verso il "Cane buon cittadino" diventi un piacevole appuntamento periodico per tutti i possessori di cani da compagnia, senza timori e senza stress, permettendo davvero a tutti di arrivare a gestire il proprio cane con naturalezza e in piena sicurezza in qualsiasi contesto sociale. Esame teorico pratico di 3° livello, in campo.
* Da sx: Sandro Salemme (cinofilo esaminato), Manuel Codo (Istruttore di 2° livello), Piero Castellina (Polizia Provinciale di Bologna), Stefano Landini (Guardie Zoofile di Bologna) e un' agente guardia zoofila.

Si ringraziano: la città di Imola che ha creduto in questo progetto, la Polizia Municipale, i responsabili A.U.S.L.
Dott.ssa Agnese Bosco e il il Dott. Geremia Dosa, l'Assessore all'Ambiente del comune di Imola Luciano Mazzini; la Polizia Provinciale di Bologna; la Polizia Provinciale di Belluno; le Guardie Zoofile di Bologna.
Si ringraziano inoltre Claudio Busi, presidente dell'Associazione Cerchio Verde onlus e il presidente del G.I.P. (Gruppo Imolese di Pattinaggio) Marino Dal Monte.
 
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