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21/10/2003 Patentino per pitbull: a Imola c'è
Ecco come diventare bravi padroni

Patentino, assicurazione obbligatoria, razza da estinguere, padroni da selezionare: è diventata ormai un'ossessione quella dei cani killer. Ma la brutta fama che i pitbull si stanno guadagnando è giustificata? Tgcom lo ha domandato a un allevatore di pitbull, presidente del Working Pit Bull club, Abramo Calini: "Non esistono razze pericolose. Il problema sono i padroni: educhiamoli". E a Imola ha creato un corso per padroni e cani "buoni cittadini".

“Se i padroni sono responsabili e preparati, possono avere al guinzaglio qualsiasi cane: non procureranno mai problemi a nessuno. – dice Calini al Tgcom - La sola via d’uscita è l’educazione cinofila familiare” Per questo la sua associazione, la Working Pit Bull Club, nata per tutelare l’American Pit Bull terrier, in collaborazione con il Griso Club, ha deciso di avviare un corso di preparazione cinofila familiare teso al rilascio di una sorta di “patentini” per padroni e cani “buoni cittadini”. Il Comune di Imola è stato il primo a sperimentarlo. “Non si tratta di un semplice corso di addestramento, ma una vera preparazione del cane e del suo conduttore nella vita cittadina – aggiunge Calini – Il primo corso quinquennale si è concluso a Imola con ottimi risultati”. Per diventare “buoni cittadini”, cani e padroni frequentano cinque livelli di lezioni. La prima serie è interamente dedicata ai padroni, che imparano i meccanismi di aggressività degli animali, il linguaggio, la mimica e l’espressività del quattrozampe. “Diamo sempre un grande risalto alla civiltà cinofila: ogni partecipante ha in dotazione una paletta – continua Calini – e se non raccoglie le feci del suo cane viene espulso dal corso”.

Il secondo livello di lezioni consiste nell’addestramento del cane, il terzo tende a creare il binomio cane-padrone. Nelle ultime due fasi l’addestramento si sposta all’esterno ed è mirato al controllo degli stimoli esterni. “Abbiamo chiuso i cani all’interno di un gruppo di persone (simulando ad esempio una passeggiata la mercato o in mezzo alla folla), li abbiamo urtati con le ginocchia (come può capitare inavvertitamente quando si cammina per le vie cittadine), gli abbiamo perfino infilato le mani in bocca (perché può succedere che un bimbo sfuggito al controllo dei genitori compia un gesto simile). – continua il presidente del club - In ogni occasione i cani hanno dimostrato un equilibrio impeccabile. Non hanno ringhiato e non hanno mostrato il minimo cenno di aggressività”.


Fonte TGCOM
 
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