Il primo grande esordio dei
red-nose avvenne intorno al 1900, quando il
grande selezionatore William J. Lightner,
utilizzando le linee Old Family, produsse dei
cani con naso rosso che si fecero un nome.
Lightner una volta disse che non selezionava in
base alla colorazione del naso. Addirittura non
gli piaceva, ma si adeguava a questo per il
fatto che i singoli soggetti erano di alta
qualità.
Lightner lasciò la linea red-nose quando si
trasferì dalla Louisiana al Colorado, dove
selezionò una nuova linea di cani piccoli e dal
colore scuro con naso nero. Aveva
lasciato l'altro ceppo perché stavano diventando
troppo grossi per il suo gusto e perché non
gradiva i nasi rossi.
Attorno agli anni 1914-1916 Red Howell, Al Dickson e Joe Peace avevano cani dalle prime
cucciolate di Lightner's Vick e Lightner's
Pansy. Quando ci fu la Prima Guerra Mondiale,
Joe Peace e Al Dickson furono chiamati alle armi
e Red Howell fu lasciato con i cani. Red Howell
vendette alcuni di questi, ma la maggior parte
fu posta nelle mani capaci e affida bili di
persone che conosceva e di cui si fidava.
Durante quel periodo i cani erano conosciuti
semplicemente come "food pit dogs". Il nome "Red
Nose" non era mai stato utilizzato per
descrivere una particolare linea di cani. A
questo punto della nostra storia arriviamo a una
figura buffa ma altamente rispettata, Dan McCoy.
Si poteva udire parlare di lui in tutte le parti
del paese dai dog men dei vecchi tempi.
Apparentemente era un cuoco itinerante e di poco
successo nella vita se giudicato secondo gli
standard normali, ma a lui non importava. A lui
interessavano solo i Pit Bull dog, di cui aveva
una vasta conoscenza. Era molto abile nella
selezione e questo lo fece divenire un
consulente selezionatore di rispetto, ospitato
da qualsiasi dog man anche se era appena saltato
giù da un treno merci!
Sempre con l'orecchio teso ad ascoltare tutto
ciò che riguardava gli APBT, McCoy venne a
sapere che un vecchio francese in Louisiana, che
si chiamava Bourgeous, aveva preservato la
vecchia linea red-nose di Lightner. Così lui e
Bob Hemphill andarono in quella zona e con
l'aiuto di Gaboon Trahan di Lafayette si
assicurarono ciò che era rimasto di quei cani.
Hemphill tenne solo i calibri più alti e
cominciò a formare la propria linea.
McCoy portò la sua parte di cani a Panhandle nel
Texas e li affidò ai soci L.e.
Owens, Arthur Harvey e Buck Moon. Poi giocò un
ruolo principale nel dirigere la selezione fatta
da questi appassionati. Da questo gruppo vennero
i tanto celebrati Harvey's Red DeviI e Owens
(Fergesons) Centipede.
Hemphill tenne solo cani della linea rednose.
Secondo Hemphill fu McCoy il primo ad usare il
termine "Old Family Red Nose" per quella linea.
Poi arrivò la cucciolata di
Fergeson's
Centipede: Hemphill's Golddust, Monis' Pinkie e
Howelfs Banjo oltre al loro parente stretto
William's Cyclone.
Robert H. (Bob) Hemphill, insieme a Red Howell,
andò all'allevamento di Harvey e Owens ad
Amarillo, in Texas, dove acquistarono Golddust.
Più tardi Golddust fu certamente dato ad Harry
Clark e poi a da McClintock, dove morì. Earl
Tudor ottenne Centipede, che fu poi prestato a
Red Howell. Poi Earl Tudor vendette Centipede a
Dave Ferguson. Earl Tudor fu anche colui che
possedette Cyclone e che lo vendette a Jim
Williams.
Si pensa che Earl Tudor e Red Howell non vinsero
grandi match con questi ed altri cani che resero
questa particolare linea così popolare. Questa
fu la prima volta che si sentì parlare di cani
"Red Nose" come ceppo. Un altro selezionatore
che divenne pressoché sinonimo del ceppo
red-nose fu Bob Wallace. Tuttavia la linea di
sangue di Bob non era pura Old Family Red Nose,
perché negli ultimi anni '40 egli cercò il ceppo
red-nose per un "out-cross" (Bob era un
selezionatore molto attento e pianificava le
selezioni in anticipo di anni).
Sfortunatamente scoprì che il ceppo era quasi
estinto, poiché per la maggior parte era stata
rovinato da selezioni approssimative. Riuscì ad
ottenere solo sette red-nose puri di alta
qualità di cui poteva garantirne l'ascendenza.
Il ceppo successivamente si salvò e negli anni
1950 divenne di moda nei circoli del Pit Bull.
In realtà fu lo stesso Bob Wallace a scrivere,
nel 1953, un articolo intitolato "There Is No
Magic in Red Noses" (Non c'è magia nei Nasi
Rossi) nel quale cercò di porre freno alle
dichia- ..
razioni eccessivamente entusiastiche di alcuni
ammiratori di quel ceppo.
Non ci fu più fervente
ammiratore di Old Family Reds di Wallace, ma
ovviamente sentiva che quel ceppo non poteva
basarsi su suoi propri meriti.
Molti ceppi sono stati crossati con gli Old
Family Reds, quindi qualsiasi ceppo casualmente
può sfornare un cucciolo con naso rosso.
Per molti appassionati questi soggetti dal naso
rosso sono "Old Family Red Noses" anche se la
maggior parte del loro sangue viene da altri
ceppi.
Talvolta questi soggetti non sono all'altezza e
gettano un discredito non meritato sul ceppo
originario dell' antica famiglia, non
appartenendo ad essa né per origine, né per
tipicità.
Fonti, per gentile concessione del Pit Bull Museum (
www.pitbullmuseum.org):
Riviste:
Bloodlines (feb. 1937) National Bulldogger and
Historical Review, (vari) Bu/ldog Review
(articolo 1934) Articolo "Old Family Red Nose"
dogs di E.L.Mullins Libri:
"History of the Pit Bu/l Terrier" di Wayne D.
Brown "Memories of American Pit Bu/l Terriers"
di John Fonseca Traduzioni e arrangiamenti:
Calini Abramo e Dal Molin Roberto