La Realta’

Di fronte alla mala-informazione che in questi ultimi anni l’American Pit Bull Terrier ha dovuto subire, è necessario chiarire alcuni punti. Non è un cane per tutti. Pur prescindendo da un comprensibile campanilismo che ci porterebbe a dire che il PitBull è il miglior cane in assoluto, è giusto ricordare che siamo di fronte ad un cane non adatto a tutti. L’Apbt è e resta un molossoide tendenzialmente aggressivo soprattutto nei confronti degli altri cani (aggressività intraspecifica). Ciò, però, non vuol dire che lo debba necessariamente essere nei confronti dell’uomo. Anzi. Proprio la storia dei combattimenti che lo ha visto protagonista ha fatto sì che maturasse in questa razza una particolare fedeltà al capobranco umano (il padrone), il che vuol dire anche affetto smisurato tipico dei molossoidi. È comunque importante ribadire che per avere un cane simile occorre essere padroni dal polso fermo, capaci cioè di gestire con sensibilità ed intelligenza (non quindi con le botte) ogni situazione. Fondamentale sarà poi imporre e far rispettare fin da subito una chiara gerarchia di potere all’interno del branco-famiglia che lo accoglie.

Non è un cane-killer.

Nonostante la mala-informazione di molti mass media, non vale necessariamente l’equazione cane dominante = cane assassino. Il Pit Bull non ama di per sé aggredire né uomini, né donne e tantomeno bambini. Se questo è accaduto le spiegazioni possono essere diverse: è stato cresciuto in modo non appropriato; ha ecceduto in un istinto di protezione del territorio o del padrone; non sono stati rispettati i suoi segnali minatori; è affetto da aggressività idiopatica. In ogni caso l’equilibrio mentale del Pit Bull può essere garantito da due importanti fattori: i diretti progenitori e l’intelligenza di chi lo alleva o semplicemente cresce in casa.

È un cane adatto a lavorare.

Il mirabile equilibrio tra agilità, leggerezza e potenza, fanno del Pit Bull un ottimo cane da lavoro. Non solo negli esercizi di modello SchH o Ipo. Negli Stati Uniti, ad esempio, pur tra mille difficoltà è impiegato anche come cane da Pet Therapy. Anche in questo caso, però, risulta fondamentale l’equilibrio mentale del soggetto, e tutto ciò che questo coinvolge.

È parente stretto dell’American Staffordshire Terrier.

La storia ci mostra come queste due razze siano in sostanza la stessa cosa. La divisione è avvenuta solo nel 1936 ed ha dato origine ad un cane da show (l’Amstaff) mentre l’Apbt è rimasto legato al mondo dei combattimenti.